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Economia Finlandese
La Finlandia è molto industrializzata, ha una grande economia di libero mercato, basata su abbondanti risorse forestali, investimenti di capitali e tecnologia. Tradizionalmente, la Finlandia è stata una rete importatrice di capitali per finanziare la crescita dell’industria. Nel 1980, il tasso di crescita dell’economia finlandese fu uno dei più alti fra i paesi industrializzati, con una produzione subito dopo Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Italia.
Il principale settore economico della Finlandia è quello manifatturiero – soprattutto per il legno, i metalli, l’ingegneria, le industrie elettroniche e delle telecomunicazioni. Le industrie delle telecomunicazioni ed elettroniche sono adesso le maggiori esportatrici dei loro prodotti. Il commercio è importante, con l’ esportazione di quasi un terzo del PIL. Ad eccezione del legno e di alcuni minerali, la Finlandia deve importare materiale greggio, energia ed alcuni componenti per la produzione di alcuni beni. A causa del clima, lo sviluppo dell’agricoltura è limitato alla produzioni di prodotti base. La silvicoltura, un importante fonte di guadagno, fornisce una occupazione secondaria per le popolazioni rurali, anche se la sua importanza è diminuita negli ultimi anni.
Nel 1991, la Finlandia si sentiva in una profonda recessione causata dal surriscaldamento dell’economia, abbattuta dai mercati stranieri e dalla fine del commercio fra la Finlandia e l’Unione Sovietica. Prima del 1991 più del 20% del commercio finlandese era con l’Unione Sovietica e nei successivi due anni praticamente il commercio finì. Nel 1991 ed anche nel 1992 la Finlandia svalutò la propria moneta il markka per promuovere la propria competitività nel mercato delle esportazioni. In questo modo stabilizzò l’economia; la recessione finì nel 1993, con una continua crescita fino al 1995. Da allora il tasso di crescita è stato uno dei più alti dei paesi dell’ OEDC. La disoccupazione continua ad essere un problema in Finlandia e nel lontano 1996 era intorno al 19% anche se è stato ridotto al 7,8% nel Luglio del 2004.
Le esportazioni di merci contribuiscono a piú del 20% del PIL finlandese. La combinazione dell’esportazione di merci e servizi ammonta almeno al 25% del PIL. Le esportazioni ed importazioni di merci equivalgono a circa il 40% del PIL. Le industrie che lavorano il legname ed i minerali sono le principali industrie della Finlandia, ma rilevanti sono anche altre industrie che producono una gamma di merci, dall’elettronica ai motori per i veicoli. Ci sono anche altri prodotti famosi nel mondo perché caratterizzati dal particolare design finlandese, essi riguardano il settore tessile, ma anche la porcellana e la cristalleria.
Ad eccezione del legname ed alcuni minerali, la Finlandia dipende dall’importazione di materiale greggio, energia ed alcuni componenti necessari per la produzione di particolari prodotti. Le fattorie tendono ad essere piccole, ma considerevoli quantità di legname viene raccolto per la maggiore richiesta invernale. I principali prodotti agricoli sono quelli caseari, la carne ed il grano. L’entrata in Europa della Finlandia ha accelerato il processo di ristrutturazione e di rimpicciolimento di questo settore, causato dalla diminuzione delle persone che coltivano la terra.
Un vasto sistema di assistenza sociale, costituente circa un quinto del reddito nazionale, include vari programmi di assistenza e di pensione ed un programma globale di assicurazione contro le malattie. Anche se la formazione attraverso la pubblica università è disponibile, solo circa un bambino su quattro riceve un'istruzione superiore in un sistema che risulta essere altamente competitivo. Nella metà degli anni Settanta, il sistema di istruzione è stato riformato con l'obiettivo di uguagliare le opportunità educative. A cominciare dall'età di sette anni, tutti i bambini finlandesi sono tenuti a seguire una scuola completa (peruskoulu) di nove livelli (sei primari e tre secondari). Dopo possono scegliere di continuare seguendo una linea accademica (lukio) o professionale (ammattikoulu). Circa il 60% sceglie la linea accademica. Il numero di posti disponibili nei più alti istituti scolastici è inferiore alla richiesta. La formazione è fornita in lingua finlandese o svedese. Ora è inoltre possibile studiare in inglese dal livello primario fino all'università.
La Finlandia generalmente accoglie favorevolmente gli investimenti provenienti dall’estero. Le zone di particolare interesse per gli investitori sono le aziende ed gli investimenti specializzati nell’ high-tech. La buone infrastrutture in Finlandia hanno favorito il posizionamento della Finlandia come porta verso la Russia.
La Finlandia sta sperimentando velocemente l'integrazione con Europa occidentale: la Finlandia era uno degli 11 paesi che si unirono sotto la stessa moneta in Europa (EMU) il 1 gennaio 1999 (la Grecia si unì successivamente). Il markka, che era la moneta nazionale (FIM) in circolazione, è stato ritirato e sostituito dall’ euro (EUR) nell'inizio di 2002.
P.I.L.: EUR 142.518 miliardi nel 2003. Parità del potere d'acquisto - $108.6 miliardi (1999est.)
P.I.L. - tasso di accrescimento reale: 2% ( 2003 est.)
P.I.L. – a testa: EUR 27.339 a testa nel 2003. Parità del potere d'acquisto - $21.000 (1999est.)
P.I.L. – percentuali dei settori (2003):
agricoltura: 3,5%
industria: 31.2%
servizi: 65.3%
Popolazione sotto il livello di povertà: NA%
Reddito o consumo percentuale delle famiglie:
il più basso 10%: 4.3%
il più su 10%: (2001)
Tassi di inflazione (prezzi al consumo): 0.9% (2003)
Forza lavoro: 2.365 milioni (2003)
Forze lavoro – divisione occupazione:
servizi pubblici 32%, industria 20%, commercio 15%, finanza, assicurazione e servizi di affari 13%, trasporto e comunicazioni 7%, costruzione 6%, agricoltura e silvicoltura 5%
Tasso di disoccupazione: 7.8% (Luglio 2004)
Reddito preventivo: 36.353 miliardi (2002)
Industrie: metallurgiche, navali, per fare la pasta della carta e la carta, raffinamento di rame, derrate alimentari, prodotti chimici, tessili, vestiti
Tasso di accrescimento della produzione industriale: 1% ( 2003)
Produzione elettrica: 83.841 miliardi KWh ( 2003)
Fonti della produzione elettrica (2003):
Combustibile fossile: 49%
"" idrogeno: 11%
"" nucleare: 26%
"" altro: 14%
Consumo di elettricità: 84.707 miliardi KWh( 2003)
Esportazioni di elettricità: 7.030 miliardi KWh ( 2003)
Importazioni di elettricità: 11.882 miliardi KWh(2003)
Prodotti agricoli: cereali, barbabietole di zucchero, patate; latte; pesci
Esportazioni: 46.378 miliardo (2003)
Prodotti esportati: macchinari ed apparecchiature, prodotti chimici, metalli, legname, carta e pasta per farla
Soci nelle esportazioni:
EU 53% (Germania 12%, Svezia 10%, Regno Unito 8%, Paesi Bassi 5%, Francia 4%, Italia 4%), Stati Uniti 8%, Russia 7.5% ( 2003)
Importazioni: 36.775 miliardi (2003)
Prodotti importati:
derrate alimentari, petrolio e prodotti petroliferi, prodotti chimici, mezzi di trasporto, ferro ed acciaio, macchinari, filati e tessuti, grano, foraggio
Soci nelle importazioni: EU 60% (Germania 15%, Svezia 11%, Regno Unito 5%), Russia 12%, Stati Uniti 5%, Cina 4% (2003)
Debito - esterno: 63 miliardi (2003)
Donatore dei sussidi economici: ODA, 492 milioni (2003)
Tassi di valutazione dello scambio:
euro per 1$- 1.2168 (luglio 2004), 1.1312 (Dicembre),1.0073 (Settembre 2002) 0.9867 (Gennaio 2000), 0.9386 (1999); markkaa (FMk) per 1$ - 5.3441 (1998), 5.1914 (1997), 4.5936 (1996), 4.3667 (1995)
nota: l’euro (EUR)ha sostituito il markka (FIM) che era la moneta locale il 1 gennaio 2002. Il tasso era EUR 1 = FIM 5.94573.
anno fiscale: anno del calendario
Per delle informazioni più dettagliate e più attuali sulle statistiche dell'economia Finlandese, visita www.stat.fi (sito dell'Istituto statistico nazionale della Finlandia)
Il principale settore economico della Finlandia è quello manifatturiero – soprattutto per il legno, i metalli, l’ingegneria, le industrie elettroniche e delle telecomunicazioni. Le industrie delle telecomunicazioni ed elettroniche sono adesso le maggiori esportatrici dei loro prodotti. Il commercio è importante, con l’ esportazione di quasi un terzo del PIL. Ad eccezione del legno e di alcuni minerali, la Finlandia deve importare materiale greggio, energia ed alcuni componenti per la produzione di alcuni beni. A causa del clima, lo sviluppo dell’agricoltura è limitato alla produzioni di prodotti base. La silvicoltura, un importante fonte di guadagno, fornisce una occupazione secondaria per le popolazioni rurali, anche se la sua importanza è diminuita negli ultimi anni.
Nel 1991, la Finlandia si sentiva in una profonda recessione causata dal surriscaldamento dell’economia, abbattuta dai mercati stranieri e dalla fine del commercio fra la Finlandia e l’Unione Sovietica. Prima del 1991 più del 20% del commercio finlandese era con l’Unione Sovietica e nei successivi due anni praticamente il commercio finì. Nel 1991 ed anche nel 1992 la Finlandia svalutò la propria moneta il markka per promuovere la propria competitività nel mercato delle esportazioni. In questo modo stabilizzò l’economia; la recessione finì nel 1993, con una continua crescita fino al 1995. Da allora il tasso di crescita è stato uno dei più alti dei paesi dell’ OEDC. La disoccupazione continua ad essere un problema in Finlandia e nel lontano 1996 era intorno al 19% anche se è stato ridotto al 7,8% nel Luglio del 2004.
Le esportazioni di merci contribuiscono a piú del 20% del PIL finlandese. La combinazione dell’esportazione di merci e servizi ammonta almeno al 25% del PIL. Le esportazioni ed importazioni di merci equivalgono a circa il 40% del PIL. Le industrie che lavorano il legname ed i minerali sono le principali industrie della Finlandia, ma rilevanti sono anche altre industrie che producono una gamma di merci, dall’elettronica ai motori per i veicoli. Ci sono anche altri prodotti famosi nel mondo perché caratterizzati dal particolare design finlandese, essi riguardano il settore tessile, ma anche la porcellana e la cristalleria.
Ad eccezione del legname ed alcuni minerali, la Finlandia dipende dall’importazione di materiale greggio, energia ed alcuni componenti necessari per la produzione di particolari prodotti. Le fattorie tendono ad essere piccole, ma considerevoli quantità di legname viene raccolto per la maggiore richiesta invernale. I principali prodotti agricoli sono quelli caseari, la carne ed il grano. L’entrata in Europa della Finlandia ha accelerato il processo di ristrutturazione e di rimpicciolimento di questo settore, causato dalla diminuzione delle persone che coltivano la terra.
Un vasto sistema di assistenza sociale, costituente circa un quinto del reddito nazionale, include vari programmi di assistenza e di pensione ed un programma globale di assicurazione contro le malattie. Anche se la formazione attraverso la pubblica università è disponibile, solo circa un bambino su quattro riceve un'istruzione superiore in un sistema che risulta essere altamente competitivo. Nella metà degli anni Settanta, il sistema di istruzione è stato riformato con l'obiettivo di uguagliare le opportunità educative. A cominciare dall'età di sette anni, tutti i bambini finlandesi sono tenuti a seguire una scuola completa (peruskoulu) di nove livelli (sei primari e tre secondari). Dopo possono scegliere di continuare seguendo una linea accademica (lukio) o professionale (ammattikoulu). Circa il 60% sceglie la linea accademica. Il numero di posti disponibili nei più alti istituti scolastici è inferiore alla richiesta. La formazione è fornita in lingua finlandese o svedese. Ora è inoltre possibile studiare in inglese dal livello primario fino all'università.
La Finlandia generalmente accoglie favorevolmente gli investimenti provenienti dall’estero. Le zone di particolare interesse per gli investitori sono le aziende ed gli investimenti specializzati nell’ high-tech. La buone infrastrutture in Finlandia hanno favorito il posizionamento della Finlandia come porta verso la Russia.
La Finlandia sta sperimentando velocemente l'integrazione con Europa occidentale: la Finlandia era uno degli 11 paesi che si unirono sotto la stessa moneta in Europa (EMU) il 1 gennaio 1999 (la Grecia si unì successivamente). Il markka, che era la moneta nazionale (FIM) in circolazione, è stato ritirato e sostituito dall’ euro (EUR) nell'inizio di 2002.
P.I.L.: EUR 142.518 miliardi nel 2003. Parità del potere d'acquisto - $108.6 miliardi (1999est.)
P.I.L. - tasso di accrescimento reale: 2% ( 2003 est.)
P.I.L. – a testa: EUR 27.339 a testa nel 2003. Parità del potere d'acquisto - $21.000 (1999est.)
P.I.L. – percentuali dei settori (2003):
agricoltura: 3,5%
industria: 31.2%
servizi: 65.3%
Popolazione sotto il livello di povertà: NA%
Reddito o consumo percentuale delle famiglie:
il più basso 10%: 4.3%
il più su 10%: (2001)
Tassi di inflazione (prezzi al consumo): 0.9% (2003)
Forza lavoro: 2.365 milioni (2003)
Forze lavoro – divisione occupazione:
servizi pubblici 32%, industria 20%, commercio 15%, finanza, assicurazione e servizi di affari 13%, trasporto e comunicazioni 7%, costruzione 6%, agricoltura e silvicoltura 5%
Tasso di disoccupazione: 7.8% (Luglio 2004)
Reddito preventivo: 36.353 miliardi (2002)
Industrie: metallurgiche, navali, per fare la pasta della carta e la carta, raffinamento di rame, derrate alimentari, prodotti chimici, tessili, vestiti
Tasso di accrescimento della produzione industriale: 1% ( 2003)
Produzione elettrica: 83.841 miliardi KWh ( 2003)
Fonti della produzione elettrica (2003):
Combustibile fossile: 49%
"" idrogeno: 11%
"" nucleare: 26%
"" altro: 14%
Consumo di elettricità: 84.707 miliardi KWh( 2003)
Esportazioni di elettricità: 7.030 miliardi KWh ( 2003)
Importazioni di elettricità: 11.882 miliardi KWh(2003)
Prodotti agricoli: cereali, barbabietole di zucchero, patate; latte; pesci
Esportazioni: 46.378 miliardo (2003)
Prodotti esportati: macchinari ed apparecchiature, prodotti chimici, metalli, legname, carta e pasta per farla
Soci nelle esportazioni:
EU 53% (Germania 12%, Svezia 10%, Regno Unito 8%, Paesi Bassi 5%, Francia 4%, Italia 4%), Stati Uniti 8%, Russia 7.5% ( 2003)
Importazioni: 36.775 miliardi (2003)
Prodotti importati:
derrate alimentari, petrolio e prodotti petroliferi, prodotti chimici, mezzi di trasporto, ferro ed acciaio, macchinari, filati e tessuti, grano, foraggio
Soci nelle importazioni: EU 60% (Germania 15%, Svezia 11%, Regno Unito 5%), Russia 12%, Stati Uniti 5%, Cina 4% (2003)
Debito - esterno: 63 miliardi (2003)
Donatore dei sussidi economici: ODA, 492 milioni (2003)
Tassi di valutazione dello scambio:
euro per 1$- 1.2168 (luglio 2004), 1.1312 (Dicembre),1.0073 (Settembre 2002) 0.9867 (Gennaio 2000), 0.9386 (1999); markkaa (FMk) per 1$ - 5.3441 (1998), 5.1914 (1997), 4.5936 (1996), 4.3667 (1995)
nota: l’euro (EUR)ha sostituito il markka (FIM) che era la moneta locale il 1 gennaio 2002. Il tasso era EUR 1 = FIM 5.94573.
anno fiscale: anno del calendario
Per delle informazioni più dettagliate e più attuali sulle statistiche dell'economia Finlandese, visita www.stat.fi (sito dell'Istituto statistico nazionale della Finlandia)
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